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Un brindisi per Carlotta. Grazie per avermi insegnato l’attesa.

Di Maria etta Cavallini –


L’amore è amore. Altrimenti avrebbe un altro nome.
L’amore non è accettazione. La genitorialità non è accettazione. Non sei un genitore che accetta, sei un genitore e basta. Sei una famiglia. Sei un genitore. Sei un marito. Sei un uomo. Riesci ad essere ognuna di queste cose. L’hai fatto bene, l’hai fatto con amore, l’hai fatto per te e per noi.
Voglio essere come te, un genitore così creativo da riconoscermi genitore anche se forse un figlio non l’hai capito nel profondo.
Carlotta ti porterò sempre con me, ti porterò per il mondo. Ti porterò per mano. Ti porterò per sempre nel mio cuore. Ogni parte di te è una carezza che ci accompagna nella notte. È la gioia che mi accompagna di giorno. Non ho bisogno di accettarti perché tu fai parte di me. Ogni tuo sorriso è stato un regalo. Ogni tuo passo è un passo di tutti. Ci hai aiutato a camminare con te, a vivere con te e con noi. Carlotta, il nostro prolungamento che non ci sarà. Grazie a te siamo diventati noi.