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Pride 2019

“Le fate ignoranti sono quelle che incontriamo e
non riconosciamo ma che ci cambiano la vita.
Non sono quelle delle fiabe, perché loro qualche bugia la dicono.
Sono ignoranti, esplicite, anche pesanti a volte,
ma non mentono sui sentimenti.
Le fate ignoranti sono tutti quelli che vivono allo scoperto,
che vivono i propri sentimenti
e non hanno paura di manifestarli.
Sono le persone che parlano senza peli sulla lingua,
che vivono le proprie contraddizioni e che ignorano le strategie.
Spesso passano per “ignoranti”, perché sembrano cafone
e invadenti per la loro mancanza di buone maniere,
ma sono anche molto spesso delle “fate”
perché capaci di compiere il “miracolo” di travolgerci,
costringendoci a dare una svolta alla nostra vita.”
F. Ozpetek

Un giorno Etta mi ha chiesto: “Hai mai visto le fate ignoranti?”

È  stata forse la coincidenza più significativa che mi ha suggerito che forse c’era un mondo che mi assomigliava davvero se solo avessi avuto il coraggio di viverlo.

Ho scelto di condividere la mia vita con famiglie spassose dove la gioia, il cibo, i legami, la tradizione e la creatività sono i valori attorno a cui tutto ruota.
Io sono una un po’ estrema, invadente, testona e diretta. Sono una persona  da emozioni forti, da viaggi da sogno, da legami e passioni.
Ho la presunzione di cambiare la vita delle persone e sono convinta che sicuramente ogni persona cambierà la mia.

È stato importante imparare ad incontrare e riconoscere le persone pronte a creare con me un percorso a colori.

Ho iniziato ad ascoltare. Riconoscere e farmi vedere. Ho imparato che il primo passo verso l’autonomia si conquista imparando a chiedere aiuto. Questo mi ha permesso di cominciare a conoscermi e a misurarmi e soprattutto riconoscere che l’altro esiste. 

Poi la vita ha fatto il suo dovere, gli ingredienti migliori sono stati sicuramente le azioni e le relazioni.

La vigilia del Pride siamo state al ristorante, abbiamo chiesto di mettere un tavolino nel dehors perché il locale non era accessibile. Il lato positivo è che siamo state le uniche ad avere questo privilegio.

Il mio outifit l’ho scelto a casa sua, nella stanza delle tre madonne: guêpière nera, gonna di tulle grigio e una peonia rossa trovata in un vaso sopra la cucina come cerchietto.

Aspettavo questo Pride da tempo; ho anche deciso di scrivere la tesi magistrale su questo argomento.

Pride, l’orgoglio di essere ciò che si è realmente, almeno quel giorno, tutti insieme.

Il corteo è stato un trionfo, una vera festa emozionante ed allegra.

Alla ristorazione sociale, dei ragazzini si avvicinano e mangiano con noi.

Conosco Charlie, o almeno ha deciso che da adesso in poi si chiamerà così. Conosco tante vite tutte diverse, ma orgogliose di essere sé stesse.

Questo Pride è stato per me lo specchio di quello che in questi anni ho imparato: essere orgogliosa di ciò che sono giorno per giorno. Scoprire “che vi era in me un incredibile estate”.

Per questo Le Mete non potevano mancare.